martedì 9 febbraio 2016

Carnevale sull'acqua: Comacchio

Originale ed insolito questo carnevale. Fino alla settimana scorsa non ne ero a conoscenza. Domenica mi sono recata là e devo dire che è una manifestazione molto carina. Peccato il tempo non abbia collaborato. Ma già e stato bello così, figuramoci se ci fosse stato il sole.
Dal mattino sono partite le manifestazioni per i bambini, poi via via fino a raggiungere la sfilata delle 14,30 con tutte le barche mascherate, anzi le batane, le tipiche imbarcazioni di Comacchio.
Comacchio è un paesino molto caratteristico, vale sempre una gita e aggiungo, noi abbiamo pranzato con piatti ottimi e fatti da loro spendendo davvero il giusto.






Con queste immagini di questo bellissimo Carnevale auguro felice martedì grassso a tutti!

mercoledì 27 gennaio 2016

Mele abbondanza

Un giorno, recandoci a far la spesa a chilometri zero, dal nostro contadino, mia mamma ha visto che fra i prodotti in vendita c'era una cassa di queste mele...subito si è illuminata e  ha esclamato: "l'abbondanza!!". Io l'ho guardata con aria perplessa e lei mi ha spiegato che sono mele ottime da cuocere e che non si trovano quasi più. Sono le mele di quando era bambina, che si chiamano così (ma su questo non so corrisponda davvero a verità o è una storia tramandata) perchè l'abero ne fa talemente tante da sfamare sia il padrone che gli operai. Mi raccontava infatti, che quando le raccoglievano, le più belle grandi e fatte bene venivano consegnate al padrone, mentre le più piccoline, deformi venivano tenute per loro. Ma siccome l'albero ne produceva tante, in abbondanza, appunto, stavano bene loro e i padroni, da qui il  loro nome .
Cotte sono effettivamente molto molto saporite, anche se a me piacciono molto anche crude.
Metto qualche notizia specifica:

Deriva da un semenziale casualmente individuato a Molinella (BO) nel 1896. E' un albero poco o mediamente vigoroso, a portamento aperto, di veloce messa a frutto; produce abbondantemente. Frutto medio-grosso, leggermente asimmetrico e schiacciato. Buccia cerosa verde-gialla con striature rosse sulla maggior parte del frutto. Polpa bianco crema, compatta, dolce, poco succosa, poco acidula ed aromatica con profumo che si accentua maturando; I frutti si conservano vari mesi anche senza frigorifero, ma possono andare soggetti ad alcune alterazioni. Si raccoglie all'inizio di Ottobre.

giovedì 21 gennaio 2016

Culurgiones

Avevo visto questa ricetta su un giornale, non avevo idea di cosa fossero, però mi piaceva l'idea di presentarli per Natale, ricordando un po' la stella di Natale. Così mi sono rivolta in internet e ne ho trovate a dozzina, però questa ricetta mi ha attirato e l'ho fatta.
Tratto da:cookaround.com
Is “culurgiones”, (detti anche is culingionis culurzones o is culurgionis), sono dei ravioli ripieni, chiusi a mano con la caratteristica sottile cordatura simile a una spiga.
E’ un tipico primo piatto della cucina tradizionale dell’Ogliastra, conosciuto in tutta l’isola, preparato con gli ingredienti semplici e locali: una sfoglia di farina di grano duro e un ripieno che cambia a seconda della zona della Sardegna.
Il ripieno è composto di patate, e a seconda della stagione: formaggio pecorino o caprino fresco (oppure grasso animale), menta (o aglio), formaggio in salamoia detto “viscidu", in Ogliastra, e in particolar modo a Barisardo e Loceri, viene usato il Casu Axedu o Frue.
Ogni paese ha la sua ricetta, e addirittura ogni casa ha la propria variante, (troviamo infatti il soffritto e la menta che viene aggiunto nei paesi della costa, mentre sono ricchi di formaggio quelli di montagna).Gli ingredienti addirittura variano in base alla stagione, ad esempio a Sadali nel mese di Agosto vengono preparati col formaggio (culurgionis de casu), non solo come ringraziamento per l'annata agraria conclusa e per propiziare quella futura ma anche come cibo rituale per preservare la famiglia da lutti.
Per il 2 Novembre, vengono arricchiti con il grasso ovino (de ollu seu), ricavato dall’omento (sa nappa) degli ovini e dei vitelli - da offrire e consumare in ricordo dei defunti.
A Febbraio, con lo strutto (de oll'e proccu), in occasione del Carnevale.
A Lanusei si usa il grasso di vitello o manzo (“su seu”), nelle zone marine come Tortolì o Loztorai, il ripieno si arricchisce di cipolla, mentre nelle zone di montagna padroneggia il formaggio.
In altre zone della Sardegna il formaggio è l’unico ingrediente del ripieno.
Is culurgionis, nella tradizione, oltre ad essere il primo piatto di Natale o delle grandi feste, vengono anche donati come segno di amicizia, di benevolenza o di rispetto considerati un piatto cerimoniale e speciale, assumendo quindi la medesima funzione simbolica e rituale che caratterizza i pani cerimoniali della Sardegna.
Questa ricetta non si trova sui libri di cucina perchè è di mia nonna Angelina di Lanusei in Ogliastra che ha trasmesso alle figlie ovvero le mie zie e a mia moglie, così come è stata tramandata da generazioni.

Culurgiones

Ingredienti

Ripieno:
2 kg di patate rosse 
1 cipolla grande bianca
3 spicchi d’aglio grandi
200 gr di parmigiano grattugiato
200 grammi di pecorino grattugiato stagionato
un bicchiere d’olio EVO
un pizzico di sale
Menta q.b. (fresca sminuzzata oppure secca e tritata)

Sfoglia:
1 kg di farina tipo 0 o 00
Semola di grano duro q.b. (per lo spolvero)
50 gr di burro
acqua q.b. (circa 550 ml)

Suggerimenti: per la sfoglia mia nonna usava a volte solamente la semola di grano duro rimacinata oppure 3 parti di semola di grano duro e 2 parti di farina 00. Potete provare tutte le farine citate perchè ciascuna conferisce alla pasta gusto e consistenza differenti.

Condimento:
passata di pomodoro q.b.
olio extravergine d'oliva
qualche foglia di basilico
sale
pecorino q.b.

Per il ripieno:
Lessate le patate con la buccia (senza aggiungere sale), pelatele e schiacciatele con l’apposito schiacciapatate e raccogliete la purea in una ciotola capiente.
Fate soffriggere tutti gli ingredienti insieme:l’olio EVO con l'aglio, la cipolla, la menta sminuzzata e un pizzico di sale (non dovete fare imbiondire il composto ma deve rimane bianco).
Fate raffreddare
Noterete che il soffritto mentre si raffredda continua a cuocersi nel tegame con l'olio che è ancora caldo e appassisce ancora un pò.Passate il tutto nel passa verdure direttamente nella ciotola contenente le patate schiacciate.Unite al composto i formaggi e un pò di menta secca tritata.
Mescolate il tutto e assaggiate e regolate di sale, il ripieno non deve essere salato dal sale ma dal formaggio, se risulta insipido all’assaggio, aggiungete altro formaggio.
Per la pasta:
Impastate la farina il burro e acqua tiepida, fino a raggiunge una buona elasticità.
Coprite la pasta con della pellicola trasparente (non deve asciugarsi ma deve rimanere sempre fresca).
A questo punto prendete la pasta, un pezzo per volta, e tiratela in una sfoglia sottile.Attenzione: non dovete assolutamente infarinare il piano di lavoro.
Tirate sempre una sfoglia alla volta altrimenti la pasta si asciuga e non sarà possibile eseguire la cucitura.Dalla sfoglia ricavate dei dischetti del diametro di 6-8 cm. Per tagliare la sfoglia userete un coppa pasta o un bicchiere. Al centro versate una noce abbondante di ripieno.
Ripiegate la pasta e saldate le due metà dell’involucro così ottenuto pizzicando i bordi in maniera alternata (prima a destra e poi a sinistra) Dovete arrivare a formare una sottile cordatura, simile ad una spiga.Fate attenzione a disporli ordinatamente e distanziati tra loro ma sopratutto adagiati su un fianco.
In alternativa potete chiudeteli nella modalità in cui si chiudono di solito i ravioli.
Cuocere i culurgiones in abbondate acqua salata, serviranno 6-7 minuti circa (dipende dallo spessore della pasta).Condire i culurgiones con la passata di pomodoro fatta restringere su fuoco dolce con foglie di basilico, sale e olio extravergine d'oliva.
Da notare: si versa sul piatto di portata del sugo, si adagiano i culurgiones
disponendoli come dei petali di un fiore. Condiamo con altro sugo in superfice e
cospargiamo con una generosa manciata di pecorino grattuggiato.
Impiattate cinque "culurgiones" e servite caldi con un'abbondante manciata di pecorino grattugiato.
Per gli eventuali "bis" richiesti dai commensali, si deve rispettare l'usanza di servire i culurgiones sempre in quantità dispari.
Suggerimenti:
Se avanza dell'impasto possiamo utilizzarlo per preparare dei malloreddus. Anche per questo non usiamo mettere del sale nell'impasto oltre al fatto che il sale non facilita il legame dei lembi di pasta quando facciamo le cuciture a spiga. Nessun problema se li chiudiamo nella modalità classica dei ravioli.
Se avanza del ripieno possiamo preparare dei buonissini gnocchi con l'aggiunta della farina necessaria per ottenere la giusta consistenza.





mercoledì 20 gennaio 2016

Buongiorno: macine del Mulino!

Alcuni anni or sono, i biscotti prodotti dal Mulino Bianco, sulla confezione riportavano la ricetta riferita al podotto venduto. Facendo una ricerca, sono riuscita a ritrovare il post che venne pubblicato sul forum della vecchia Cucina Italiana. Questi biscotti me li ricordavo molto buoni, ed infatti non sbagliavo. Li ho rifatti e sono ottimi per la colazione.


Macine 

Ingredienti

500 gr farina
50 gr fecola
150 gr zucchero a velo
100 gr burro
1 uovo
5 cucchiai panna liquida
1 bustina vaniglia
1 bustina lievito
1 pizzico di sale

Lavorare insieme gli ingredienti, stendere la sfoglia a 5 mm di spessore e con un bicchiere infarinato tagliare tanti tondi. Cuocere in forno a calore moderato per 10-15 minuti.

Per finire riporto lo slogan dell'azienda, molto carino:

"Diede un ultimo sguardo
al mare
di latte sottostante,
e si tuffò"

e le splendide immagini che accompagnano i prodotti



venerdì 1 gennaio 2016

Benvenuto 2016!


Un altro anno è arrivato: auguro a tutti Voi che sia sereno e felice! Buon 2016!!!

"Anno nuovo ben venuto!
Io di cuore ti saluto.
Che cos'hai nel tuo fardello?
Hai del brutto, o hai del bello?
Anno nuovo, in verità,
sol vorrei felicità!".

"E felice tu sarai
se da bravo studierai:
troverai felicità 
nella buona volontà,
nel perdono, nell'amore
che dan pace al nostro cuore".

T.Romei Correggi


giovedì 31 dicembre 2015

Aspettando l'anno nuovo...

Aspettando il 2016...come? a tavola, ovviamente! Serata tranquilla (io odio la confusione e i posti affollati) con gli amici. Tavola addobbata, tutto pronto per la cena...
Si parte con l'aperitivo...

Si mangeranno, tra le altre portate, i tortelli con la coda

Cotechino con lenticchie e arrostino di pollo ripieno


straccetti di pollo accompagnate da verdurine fritte


con funghi e patate della festa


per finire con uno splendido dolcino...


e nel frattempo la mezzanotte si avvicina...

mercoledì 2 dicembre 2015

Crescenta di Natale

L'anno scorso preparai questo babbo natale con la crescenta. Lo vidi, credo, nel blog di Lidya. Mi è piaciuta l'idea e l'ho subito copiata. Per il rosso ho utilizzato il pomodoro senza diluirlo. Per gli occhi due olive nere. La mia intenzione era quella di farne dei piccolini e utilizzarli come segna posto, poi però il tempo tiranno me lo ha impedito.


Crescenta

Ingredienti

1kg farina
25 gr lievito di birra
sale
250 ml di panna da cucina
250 gr prosciutto o pancetta macinata
latte q.b.
Impastare il tutto, fare lievitare, poi tirarla ad uno spessore di 2 cm. Proseguire come da foto
Cuocere in forno a 220 gradi per 30-40 minuti.


venerdì 27 novembre 2015

Torta di mele altissima

Questa torta di mele passò anni fa su vari forum. La provai e da allora fu subito amore. E' sofficissima, alta, buona buona.
Poi persi la ricetta fin quando, l'altro giorno, risistemando l'ho trovata e allora, complice la stagione...torta di mele fu!

Torta d mele altissima

Ingredienti

400 gr farina
300 gr zucchero
4 uova
1 bicchiere olio semi
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci
la scorza grattugiata di un limone
4 mele golden o renette 
1 mela per decorazione
un pizzico di zucchero di canna
cannella

Montare bene le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose e chiare. Unire la scorza del limone, l'olio di semi quindi poco alla volta la farina setacciata insieme al lievito.
Sbucciare le mele  e tagliarle a fettine non troppo sottili, unirle al composto quindi versarlo in una teglia di cm 26 di diametro.
Sbucciare la mela, tagliarla a fettine e disporle a raggera sul dolce.
Spolverizzare con zucchero di canna e un pizzico di cannella. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 40 minuti. Se non si possiede lo zucchero di canna si può spolverizzare il dolce cotto e ormai raffreddato con zucchero a velo.

mercoledì 25 novembre 2015

Inverno alle porte!

Finalmente!! Dopo un'estate torrida e un inizio di autunno altrettanto caldo, questa mattina il paesaggio era splendidamente bianco! Ci voleva! Certo diventa tutto magico...



Il gelo

Dimmi il segreto, candido gelo:
hai imparato forse nel cielo
a far sui vetri i tuoi ricami,
così fantastici di foglie e rami?
Metti alle piante rari merletti,
ghiaccioli a frangia cuci sui tetti;
doni alle siepi mille trafori,
dispensi ai campi gelidi fiori:
fredda bellezza che fa sognare,
mistero eterno che fa pensare. 

(T. Romei Correggi)



lunedì 23 novembre 2015

Orecchiette alle cime di rapa

Mi sono fatta spedire dalla Puglia delle orecchiette, poi andando dal fruttivendolo ho visto le cima di ripa e... il gioco è fatto :-). Così le ho unite e le abbiamo gustate :-)

Orecchiette alle cime di rapa

Ingredienti

 250 gr di orecchiette
 1 mazzo di cime di rapa fresche
1 spicchio di aglio
 2 spicchi di peperoncino
6 filetti di acciughe sotto olio
 olio d’oliva

Lavate e pulite le cime di rapa selezionando le foglie più belle: quando le comprate fate attenzione che non siano fiorite e che le foglie siano belle verdi e vive.  Eliminate le foglie sciupate, gli steli esterni duri e fibrosi e mantenete quelli interni più piccoli e teneri, tenete da parte le foglie e gli steli teneri.


Prendete le cimette, staccatele ad una ad una dal torsolo, eliminate la parte esterna del torsolo  e tagliate a pezzetti la parte interna che è bianca e tenera .


Riempite di acqua una pentola molto ampia, in grado di contenere anche la pasta: portate a bollore l’acqua, unite le foglie che richiedono una cottura più lunga, nel frattempo preparate anche la pasta  e quando saranno leggermente ammorbidite le cime calate le orecchiette  (se usate le orecchiette fresche dovrete considerare che la pasta fresca cuoce in minor tempo e quindi dovrete aggiungere le orecchiette dopo circa 5 minuti). Le orecchiette dovranno cuocere insieme alle foglie per circa 10 minuti, considerate che le verdure devono risultare croccanti e le orecchiette al dente, mettetevi quindi dentro le orecchiette e le cime di rapa.
Fate cuocere i due ingredienti insieme. Intanto preparate il soffritto: ponete sul fuoco una padella ampia (che dovrà poi contenere anche le orecchiette) versate un giro di olio , lasciatelo scaldare e unite l’aglio tritato  (potete in alternativa mettere l’aglio intero, lasciare insaporire l’olio e poi toglierlo), lasciate dorare, spegnete il fuoco e aggiungete le acciughe sott’olio in modo che si sciolgano .
Aggiungete le cimette nella pentola con le orecchiette e le foglie , terminate la cottura mescolando bene (ci vorranno circa 3/4 minuti). Una volta cotte le orecchiette con le cime di rapa, scolate bene, avendo cura di conservare l’acqua di cottura che potrà servire per la mantecatura, e versatele direttamente nella padella con il soffritto . Mantecate a fuoco vivace per un paio di minuti e mescolate bene per insaporire le orecchiette, se vi sembrano un po’ asciutte aggiungete un mestolo di acqua, spegnete il fuoco e unite il peperoncino a piacere . A questo punto le vostre orecchiette con le cime di rapa sono pronte per essere servite ben calde!