martedì 10 febbraio 2015

Firenze: Galleria degli Uffizi part III


Maestro del Bigallo - Madonna col Bambino in trono e due angeli . 1230 circa

La tavola acquistata dallo Stato nel 2006, appartenne fra Otto e Novecento al grande antiquario Stefano Bardini (1836-1922). Il pittore deriva la sua denominazione convenzionale da un Crocifisso dipinto conservato nel museo del Bigallo a Firenze ed è l'esponente più conosciuto della pittura fiorentina dell'epoca.




Filippino Lippi - Prato 1457 circa - Firenze 1504  "Adorazione del Bambino"  1478-1480 ca

Il dipinto di devozione privata è da datare, per la grazia e la dolcezza delle figure e la resa minuta della verzura, fra la fine degli anni Settanta e primi anni Ottanta del Quattrocento, nella fase giovanile e botticelliana dell'artista, classificata dal Berenson sotto il nome fittizio dell'"Amico di Sandro".


Filippino Lippi - Adorazione dei Magi 1496

L'opera firmata e datata sul retro 29 marzo 1496, fu commissionata per l'altare maggiore della chiesa del convento fiorentino suburbano di San Donato a Scopeto, distrutto in previsione dell'assedio del  1529-1530 . Sostituiva l'adorazione di Leonardo da Vinci, lasciata incompiuta nel 1481 per la partenza per Milano ed era in origine dotata di una predella con figure di Santi e Cristo in pietà. Agli Uffizi nel 1666, dopo la morte del Cardinale Carlo De' Medici.

Alessio Baldovinetti Firenze 1425-1499 - Madonna col Bambino tra i Santi Francesco, Cosma, Damiano, Giovanni Battista, Lorenzo, Giuliano, Antonio Abate, Pietro Martire . "Pala di Cafaggiolo"  1453 circa

La tavola, già sull'altare della cappella della villa  medicea di Cafaggiolo nel Mugello, ristrutturata nel 1451 da Michelozzo, venne verosimilmente commissionata nel 1453 da Piero il Gottoso per la nascita di suo figlio Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico, a cui allude il santo eponimo. E' uno dei rari dipinti dell'artista che fu anche apprezzato mosaicista.



lunedì 9 febbraio 2015

Firenze: Galleria degli Uffizi Part 2

continua il viaggio dentro agli Uffizi.

Jacopo da Empoli Nozze di Caterina de' Medici con Enrico II di Francia 1600
Jacopo da Empoli Nozze di Maria de' Medici  con Enrico IV di Francia 1600







Maestro dalla Croce 434 - Stigmate di San Francesco (1240-1250 circa) Tempera su tavola

L'opera apparteneva al pittore e mercante Ugo Baldi, che nel 1863 la donò all'Accademia delle Belle Arti di Firenze. E' agli Uffizi dal 1948.
San Francesco raffigurato mentre riceve le Stigmate durante il suo ritiro ascetico alla Verna, in Casentino, è identificato  dall'iscrizione "S(anctus) Francuisc(us)". La cornice è originale .
Pittore di probabile origine lucchese, formatosi in prossimità della bottega dei Berlinghieri , il Maestro della Croce 434 influenzò notevolmente lo sviluppo  della pittura fiorentina alla metà del XIII secolo.


Bonaventura Berlinghieri "Madonna col Bambino e santi; Crocifissione di Cristo, Andata dal Calvario, Deposizione" 1255 circa Tempera su tavola

Il dittico fino all'inizio del XIX secolo si trovava  nel convento di Santa Chiara a Lucca; fu acquistato nel 1856 ed è giunto agli Uffizi nel 1948.
Nel pannello con la Vergine e il Bambino, sono raffigurati i santi Pietro, Giovanni Battista, Chiara, canonizzata nel 1255, Andrea, Antonio da Padova, Michele, Francesco d'Assisi, Giacomo identificati da iscrizioni. Il dittico è attribuito a Bonaventura Berlinghieri, membro di una importante famiglia di pittori di Lucca.



Maestro della Croce 432 - Crocifissione, la Vergine san Giovanni Evangelista dolenti, una pia donna, sette storie della Passione. 1180-1200 circa Tempera su tavola

L'opera di cui si ignora l'originaria collocazione, è documentata per la prima volta agli Uffizi nel 1886.
Raffigura Cristo vivo, vale a dire trionfante sulla morte (Triumphans). In alto è presente l'iscrizione "Ih(esus) Nazarenus Rex Iudeorum". Nel tabellone sono illustrati la Lavanda dei Piedi, il Bacio di Giuda,  la Flagellazione, l'Andata al Calvario, la Deposizione della Croce, la Deposizione nel Sepolcro, la Discesa di Cristo al Limbo.
Pittore Toscano -Madonna col Bambino in trono; Annunciazione 1210-15 circa
Tempera su tavola

In origine su fondo d'argento, questa opera d'importanza cruciale per la pittura medievale dell'Italia centrale potrebbe essere stata dipinta  per l'abbazia vallombrosana di San Cassiano a Montescalari - documentata a partire dal 1040 e la cui chiesa fu consacrata nel 1212 - e trasferita in seguito presso l'Oratorio di Santa Maria del Casale, vicino a Greve in Chianti.
Meliore - Il Redentore benedicente tra la Vergine, San Giovanni evangelista, san Pietro  e san Paolo. 1271 tempera su tavola

Proviene dalla raccolta di Alfonso Tacoli Canacci, noto mercante d'arte e collezionista, che l'aveva acquistata a Firenze nel 1792. Il dipinto reca iscrizioni in greco e latino, con i nomi dei personaggi raffigurati e, nel pannello centrale, quella col nome del pittore: ""Melior me pinxit": non è invece più leggibile la data del 1271. La cornice è originale sono un'aggiunta le figure dei cherubini attribuiti a Cosimo Rosselli (Firenze 1439-1507)

segue...

Firenze: Galleria degli Uffizi part 1 mostra "L'Amico rivisitato"

Questo fine settimana abbiamo fatto una splendida gita a Firenze, un tempo stupendo e una stupenda città. Abbiamo visitato diverse cose, ma mi sembra giusto, senza togliere nulla al resto, iniziare dalla Galleria degli Uffizi. Che meraviglie abbiamo in Italia! Un incanto!
Salendo troviamo la  mostra "L'Amico rivisitato" dedicata a Amico Aspertini e altri bolognesi,  che terminava proprio ieri
Metto qualche opera...
"Romolo e Remo allattati dalla lupa " Marcantonio Raimondi  (Bologna 1482 ca - 1534 ca)
"Due studi per Ercole e il leone di Nemea" Amico Aspertini (Bologna,  1473/75-1552) penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo), tracce di pietra nera.

Le opere della prima sezione permettono di ricostruire il clima artistico bolognese all'inizio del Cinquecento , caratterizzato dalla convivenza di diversi stimoli culturali. La vitalità dell'ambiente umanistico felsineo, legate alle attività dello Studium, si riflette sull'interesse degli  artisti per l'antico, interpretato in modo innovativo anche attraverso un'iconografia derivante da fonti letterarie erudite . All'importanza degli esempi veneti e ferraresi si affiancano le precoci riflessioni di Lorenzo Costa su Filippo Lippi e sul Perugino e le originali rielaborazioni di stimoli culturali diversi (dall'area toscana sino ai Fiamminghi) di Francesco Francia. Ad essi si aggiunge inoltre l'interesse verso ricerche atmosferiche ed effetti chiaroscurali leonardeschi, sollecitati anche a seguito dell'arrivo a Bologna della Pala Casio (1500) di Giovanni Antonio Boltraffio.
La seconda sezione della mostra è dedicata al disegno a penna, medium estremamente congeniale ad esaltare l'ecclettismo e la poliedricità di Amico Aspertini. L'artista si serve costantemente di questa tecnica, declinandone il tratto a seconda delle sue diverse esigenze espressive e delle differenti finalità grafiche. Negli studi dall'antico ad esempio, egli privilegia, sin dalle prove giovanili, la linea a puro contorno. Ad un segno aperto, rapido e sommario e al tratteggio parallelo, usato ad esempio quando è interessato a fissare sulla carta un'invenzione iconografica  Amico alterna un tratto vigoroso a penna larga teso ad indagare valori plastici e tridimensionali.  In altri casi l'artista assimila certe caratteristiche  proprie del segno silografico e in particolare della produzione giovanile di Domenico Campagnola . Infine l'uso della penna sottile traduce delicati effetti luministici. Il naturale sperimentalismo del medium accompagna, in Amico, la riflessione sui diversi modelli pittorici, come Michelangelo, Raffaello e i veneti.
"Adorazione dei pastori"  Bartolomeo Ramenghi detto Bagnacavallo (Bagnacavallo 1484? - Bologna 1542?)
La riflessione sull'antico è parte integrante della cultura stratificata dell'ambiente artistico felsineo : i modelli classici sono aggiornati e interpretati alla luce degli esempi iconografici e formali forniti dagli artisti coevi, con i quali i bolognesi entrano in contatto. Ad esempio insieme a una rinnovata e originale lettura di Michelangelo, si rintraccia in alcuni disegni all'antica di Aspertini, dove i corpi dilatati sono sostenuti da una linea solida e compatta, la conoscenza delle opere mantovane di Giulio Romano. Nel corso degli anni Trenta del Cinquecento la cifra stilistica di Amico si arricchisce, grazie a un impiego sempre più esteso dell'inchiostro diluito e della biacca. Quest'ultima è stesa con intenzionali effetti di corrosione pittorica che tendono a sfaldare le forme, ancora chiaramente leggibili nonostante i ritocchi successivi presenti in numerosi disegni realizzati con questa tecnica. Sempre ispirati al mondo classico sono numerosi fogli , spesso derivati da invenzioni aspertiniane, di Biagio Pupini (Bologna, documentato dal 1504 al 1551), artista che trova nel disegno un mezzo estremamente congeniale attraverso il quale coniugare lo studio dell'antico con suggestioni derivanti dalla pittura contemporanea, in particolare di ambito romano. L'influenza di Polidoro da Caravaggio si esplica nello stile fortemente pittorico che caratterizza il bolognese, capace di rinnovarsi sugli stimoli provenienti dalle culture ferrarese e mantovana.

Bartolomeo Ramenghi detto Bagnacavallo " Modello per una pala d'altare"
La forte e originale personalità di Amico si impone , all'inizio del Cinquecento, su altri artisti attivi a Bologna, tra cui Biagio Pupini (Bologna, documentato dal 1504 al 1551) e Bartolomeo Ramenghi, detto Bagnacavallo, Il duraturo sodalizio artistico avviato da Pupini e Ramenghi almeno dal 1511 si traduce in una forte vicinanza stilistica riscontrabile sia nelle opere pittoriche che in quelle grafiche, In entrambi gli artisti subentra ben presto l'influenza di Raffaello, sulla scia della diffusione a Bologna dei modelli dell'urbinate. Essi traducono prototipi raffaelleschi ai quali, progressivamente, si aggiungono altre suggestioni e contaminazioni. Particolarmente decisiva risulta l'influenza di Girolamo da Carpi, a Bologna intorno alla metà degli anni Venti, il quale rivestirà il ruolo di mediatore con l'arte ferrarese e mantovana e di tramite per un primo contatto con la maniera del Parmigianino.

Amico Aspertini "Lotta di centauri e di satiri"
Penna larga e inchiostro, biacca (carbonato basico di piombo) su carta tinteggiata  con colore marrone.

venerdì 19 dicembre 2014

Liquore pocket coffee

Questa ricetta l'ho presa dal blog "Le cuochine". Gli ospiti a cui ho offerto questo liquore l'hanno apprezzato talmente tanto che non credevo. Semplice da fare e buono buono!

Liquore Pocket Coffee

Ingredienti

300ml. alcool 90°
600ml. acqua
600gr. zucchero
5 cucchiai abbondanti di caffè solubile
5 cucchiai abbondanti di cacao amaro
2 bustine di vanillina

Mettete in un pentolino acqua e zucchero, ponete sul fuoco, quando lo zucchero sarà sciolto completamente aggiungete il caffè, il cacao e la vanillina. Sciogliete bene il tutto, aggiungete l'alcool, mescolate bene e imbottigliate. Ha il pregio di essere subito pronto al consumo.

giovedì 18 dicembre 2014

Pensieri di natale: zuccherini digestivi


Una sera a casa di una cugina di mio marito mi è stato offerto uno zuccherino spiritoso :-). Mi è piaciuta troppo l'idea così ho voluto prepararne dei vasettini da regalare a Natale.
Veloci e molto simpatici.

Zuccherini digestivi

Ingredienti

Zollette di zucchero
Alcool 90°
Aromi a piacere (menta, salvia e limone, cannella,
anice stellato, liquirizia, caffè...)

Mettete le zollette nei vasetti, magari alternandole con l'aroma scelto (io in quelli delle foto ho messo foglioline di menta fresca, buccia di limone, chicchi caffè e caffè solubile) versarvi sopra l'alcool fino a riempire il vasetto e chiuderlo, non ha bisogno del sottovuoto.
Per il consumo, prendete una zolletta con un cucchiaino, scolatela bene dall'alcool, datele fuoco e quando gli angoli cominciano a caramellare spegnete con un cucchiaio. Prendete la zolletta con le dita (non mettete in bocca il cucchiaino, scotta!). Si possono servire sopra a gelato, macedonia, dentro al caffè...ovunque suggerisca la fantasia.

lunedì 8 dicembre 2014

Nutellotti


Questi non li ho fatti io, li ha portati la mia amica Tiziana ieri sera...come sono? boh! io non sono riuscita ad assaggiarli, li hanno fulminati tutti i ragazzi...:-).
La ricetta è presa da facebook.

Nutellotti

Ingredienti

180 gr di Nutella© a temperatura ambiente (non dev’essere ‘liquida’)
150 gr di farina tipo 00
1 uovo medio (80 gr ca.)

Per la farcitura: 

100 gr di Nutella© 
(o, se preferite, confettura di fragola/ciliegia/visciola)

In una ciotola, aggiungo l’uovo sbattuto alla Nutella©, poi incorporo la farina (possibilmente setacciata) e lavoro fino a che il composto non risulti pronto per essere impastato a mano.
Una volta ottenuto il panetto, formo delle palline e con il manico di un mestolo in legno pratico dei piccoli fori su ognuna di esse (dove metterò la farcitura di Nutella© con la sac à poche prima di infornarli).
Inforno su carta forno ventilato a 170° preriscaldato per 10 min (in forno tradizionale la cottura va portata a 15 min, a 150°).
Una volta sfornati, non preoccupatevi se risulteranno ancora morbidi: raffreddandosi si induriranno leggermente.
I Nutellotti si conservano fragranti per circa 2/3 giorni. Copriteli con un panno asciutto (non serve imbustarli) e riponeteli in un posto lontano da fonti di calore.

sabato 6 dicembre 2014

Uova a festa


Ho visto il video di questa ricetta in internet, non ricordo dove, però mi è rimasto impresso e ho voluto provarla. E' molto scenografica, facile da farsi, però sinceramente preferisco le uova cotte in modo tradizionale :-), anche se sono state spazzolate. Per una cena o un buffet è sicuramente un modo originale per valorizzare un alimento che solitamente viene considerato "misero".

Uova a festa

Ingredienti

uova
pancetta
sale

Prendere le fettine di pancetta, adagiarle su una padella e farle rosolare lentamente 

rompere l'uovo separare il tuorlo dall'albume. Montare a neve ferma gli albumi con il sale e adagiarli in una pirofila da forno imburrata bene e nel centro posizionare i tuorli

Metterli in forno caldo a 180 gradi per 10-15 minuti. Quindi servire con la pancetta.
Sono buoni anche freddi o tiepidi.

domenica 30 novembre 2014

Prima domenica di avvento - Dadi con le noci

In questo periodo dell'anno mi viene sempre in mente Alda, una stupenda amica che conobbi sul forum di Cucina Italia che ora ci osserva da lassù, che raccontava che in Lussemburgo, da loro, c'era la tradizione che per ogni domenica di avvento venisse fatto un dolce. Quest'anno ho voluto iniziare questo cammino con un suo dolce che è meraviglioso. I dadi con le noci.
Come tutte le sue ricette anche questi sono una garanzia!


Dadi con le noci

Ingredienti
100 g di cioccolato fondente
5 uova
200 g di zucchero grezzo
50 g di burro
250 g di farina
150 g noci tritate finissime 
(ricordarsi di tritarle con un cucchiaio o due di zucchero, preso dalla quantità totale, perchè non diventino unte)
 Niente lievito

Per la glassa 
150 g di cioccolato fondente
 una noce di burro
 100 g di zucchero al velo
noci per guarnire


Fondere il cioccolato insieme al burro, rimescolare fino a che il tutto è ben liscio. Battere le uova intere con lo zucchero, fino a che il composto è ben gonfio e "scrive". Amalgamare al composto di uova il cioccolato fuso, mescolare bene ma con delicatezza ; setacciare la farina sul composto al cioccolato, amalgamarla e poi aggiungere anche le noci tritate.
Scaldare il forno a 175°.
Versare la pasta in una teglia rettangolare foderata di carta da forno (vanno bene quelle da lasagne, eventualmente quelle di stagnola da congelazione, formato grande) e cuocere una ventina di minuti (prova dello stecchino).
Per la glassa, fondere il cioccolato insieme al burro, rimescolare fino a che il tutto è ben liscio, aggiungere lo zucchero battendo il composto con le fruste elettriche. Subito sembra duro, poi diventa lavoabile.
Quando il dolce si è intiepidito, sformarlo, spalmare la glassa sulla superficie e lasciare ben solidificare. Solo a questo punto – dolce ben raffreddato, glassa solidificata – si tagliano i dadi (3,5 cm x 3,5 cm) . Io mi sono aiutata con una listerella di legno ben ripulita alta appunto 3,5 cm. Su ogni dado si mette mezzo gheriglio di noce o una nocciola (oppure zuccherini argentati).

giovedì 20 novembre 2014

Focaccine di patate

Queste focaccine filanti le ho viste sul blog di Rossella in padella. Mi hanno ispirato, le ho fatte. Non sono cattive, però per i miei gusti sono troppo "morbide"...mi spiego, non c'è contrasto, sembrano gnocchi...buone per carità..Dovessi rifarle le farei più sottili e più piccole perchè riempiono molto e ometterò il lievito, non ne vedo l'utilità.


Focaccine di patate filanti cotte in padella

Ingredienti

1,2 kg di patate
250 gr di farina 00
1 uovo
1 cucchiaino di sale
1 spolverata di noce moscata
1 bustina di lievito istantaneo

Per farcire:

 prosciutto cotto
 formaggio filante 
prosciutto crudo

Lavate le patate, mettetele con tutta la buccia in acqua fredda e portate ad ebollizione fino a lessarle. Quando proverete con una forchetta e vedrete che sono cotte, scolatele e lasciatele raffreddare per bene. Adesso sbucciatele e schiacciatele in una ciotola con lo schiacciapatate. Aggiungete la farina, l’uovo ed il resto degli ingredienti. Impastate per bene. Aiutatevi con della farina per formare tipo un panetto. Tirare l'impasto fra due fogli di carta forno con un poco di farina cosparsa sopra
ritagliare quindi i dischetti e farcire a piacere. Sigillarli
non preoccuparsi se le forme saranno approssimative, friggendo diventeranno perfette. :-)
Mettere una padella antiaderente sul fuoco con un filo di olio, scaldare e metterci le focaccine
coprire e far cuocere 7-8 minuti per parte a fuoco basso.

Servire calde

lunedì 17 novembre 2014

Strigoli speck e taleggio

Tipica ricetta svuota frigo. Avevo in casa un po' di speck, un pezzettino di gambuccio di prosciutto e un pezzetto di taleggio...quindi ho deciso di fonderli insieme donando un po' di colore al piatto con dei pisellini e ...il primo è servito. E pure buono!
Velocissimo e persino quasi imbarazzante dalla facilità di esecuzione.

Strigoli speck e taleggio

Ingredienti

pasta formato strigoli
speck
prosciutto crudo
taleggio 
piselli

Mettere sul fuoco una pentola con l'acqua per cuocere la pasta. Quindi prendere lo speck, mettere una noce di burro e farlo andare lentamente, unirvi i piselli  e quindi il prosciutto a dadini. Far andare per 3-4 minuti. Spegnere. Aggiungere quindi il taleggio a fettine, mescolare e coprire con un coperchio. Quando bolle buttare la pasta e a cottura condire con il preparato.
Buon appetito!

venerdì 14 novembre 2014

Pizza bianca patate e pancetta

Sabato, parlando con un conoscente, mi raccontava che per la sera lui aveva preparato questa pizza bianca. L'ha spiegata talmente bene, che sia a me che a mia figlia, ha fatto venire l'acquolina in bocca. L'unico modo per farcela passare era provare a prepararla e così abbiamo fatto...bene, dopo averne mangiate due ci è rimasta la voglia. Semplice ma gustosissima.

Pizza bianca patate e pancetta

Ingredienti

500 gr farina
acqua
sale
cubetto di lievito per mezzo chilo
2 patate grandine
50 gr pancetta affettata
rosmarino 

Impastare acqua, farina lievito e sale ottenendo un impasto morbido come per la pizza. Fare lievitare.
Nel frattempo tagliare a dadini le patate e buttarle in acqua bollente per un minuto circa e scolarle. Quindi prendere la pasta e stenderla allo spessore di circa 1,5 cm. Cospargervi sopra le patate e la pancetta a pezzettini e il rosmarino. Infornare a 220 gradi per 40 minuti. E' squisita anche il giorno dopo.